Attestati di formazione falsi: i segnali per riconoscerli prima dell'ingresso in cantiere
Attestati formazione falsi: date incoerenti, ore impossibili, soggetto formatore non previsto, firme e numerazione. I controlli prima dell'ingresso.

Gli attestati sembravano in ordine. Poi, incrociando i documenti dell'impresa, le date hanno smesso di tornare. Da quella incoerenza sono emersi attestati contraffatti.
È il punto da cui partire per parlare di attestati formazione falsi. Un falso fatto bene non si riconosce dalla grafica. Si riconosce perché i suoi dati non stanno in piedi quando li metti accanto agli altri documenti del lavoratore e dell'impresa.
Qui trovi cosa dice l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 su chi può rilasciare un attestato, i segnali che puoi controllare prima dell'ingresso in cantiere e cosa fare quando qualcosa non torna.
Punti Chiave
- •Un attestato falso fatto bene si riconosce dalle incoerenze fra i dati, non dall'aspetto grafico
- •L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 elenca chi può erogare formazione e dichiara non validi gli attestati di associazioni prive dei requisiti
- •Il soggetto formatore deve conservare per almeno 10 anni registro presenze firmato, elenco docenti e verbale della verifica finale
- •La formazione specifica a rischio alto, come quella edile, non si fa in e-learning salvo progetti individuati dalle Regioni
- •Un segnale non è una prova: va chiesta conferma all'ente e all'impresa prima di decidere
Un falso fatto bene si tradisce con le incoerenze, non con la grafica
Chi produce un attestato falso sa che aspetto deve avere. Logo, intestazione, riferimento all'art. 37 del D.Lgs. 81/2008, timbro. Confrontare il layout con un attestato vero dello stesso ente serve a poco: i modelli circolano.
Quello che è difficile falsificare è la coerenza. Un attestato contiene date, ore, un codice fiscale, un ente, una modalità di erogazione. Ognuno di questi dati deve essere compatibile con la norma e con gli altri documenti dello stesso lavoratore: l'UNILAV, la presenza nel POS, gli altri attestati.
Il problema è che questo confronto a mano non lo fa nessuno, perché richiede di avere tutti i documenti aperti insieme. Dalle oltre 1.200 call che abbiamo fatto con responsabili sicurezza, CSE e studi, in una call su tre si parla di errori che sfuggono alla verifica.
Chi può rilasciare un attestato secondo l'Accordo del 17 aprile 2025
Il primo controllo è sull'ente. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR), in vigore dal 24 maggio 2025, elenca al punto 1 della Parte I i soggetti formatori:
- istituzionali: ministeri, Regioni e loro strutture come le ASL, università, INAIL, INL, Vigili del fuoco, ordini e collegi professionali;
- accreditati secondo il modello di accreditamento di ciascuna Regione;
- altri soggetti: organismi paritetici inseriti nel repertorio nazionale dell'art. 51, comma 1-bis del D.Lgs. 81/2008, fondi interprofessionali che erogano formazione direttamente, associazioni sindacali comparativamente più rappresentative con i requisiti fissati dall'Accordo.
L'Accordo è esplicito: gli attestati emessi da associazioni prive dei requisiti non sono validi. Inoltre il datore di lavoro può formare direttamente i propri lavoratori, preposti e dirigenti, con docenti in possesso dei requisiti del decreto ministeriale del 6 marzo 2013.
Ogni corso lascia una traccia. Il soggetto formatore tiene il registro presenze, verifica che il lavoratore abbia frequentato almeno il 90% delle ore, redige il verbale della verifica finale e conserva per almeno 10 anni il fascicolo del corso. Un attestato vero ha dietro di sé questi documenti, e l'ente deve poterli ritrovare.
I segnali verificabili, uno per uno
Nessuno di questi segnali prova da solo un falso. Sono incoerenze che giustificano una domanda all'impresa o all'ente.
| Segnale | Cosa confrontare | Perché conta |
|---|---|---|
| Date incoerenti | Data di inizio e fine corso, data di rilascio, data di assunzione nell'UNILAV | Un corso organizzato dal datore di lavoro prima che il lavoratore fosse suo dipendente non torna |
| Date mancanti | Presenza della data di inizio e di fine corso | Senza date non si verifica nulla, nemmeno la scadenza dell'aggiornamento |
| Ore impossibili | Ore dichiarate e giorni di corso | Un corso da 16 ore con inizio e fine nella stessa giornata merita una spiegazione |
| Ore sotto il minimo | Ore dichiarate e classe di rischio dell'ATECO | Per l'edilizia la specifica è di almeno 12 ore |
| Modalità non ammessa | Modalità di erogazione dichiarata | La specifica a rischio alto in e-learning non è ammessa, salvo progetti regionali |
| Soggetto formatore | Categoria dell'ente secondo l'Accordo | Un ente che non rientra in nessuna categoria non può rilasciare l'attestato |
| Firme | Firma del legale rappresentante o di un incaricato | La stessa firma identica su attestati di enti diversi è un'anomalia |
| Numerazione | Numero di protocollo, se presente | Lo stesso numero su attestati di lavoratori diversi non è compatibile con un registro |
| Riferimento normativo superato | Accordo richiamato e data di avvio del corso | Dopo il 24 maggio 2026 non si avviano più corsi secondo l'Accordo del 2011 |
| Codice fiscale | Coerenza con nome, cognome e data di nascita | Un codice fiscale che non corrisponde alla persona è un errore o un indizio |
Due precisazioni da chi questi documenti li legge ogni giorno. L'Accordo non fissa un tetto di ore giornaliere: le ore impossibili sono un'incoerenza da chiarire, non una violazione scritta. E non impone un numero di protocollo: se c'è, però, deve essere coerente.
Sul codice fiscale il controllo è meccanico, perché nome, cognome e data di nascita sono codificati nelle sue lettere e cifre. Ne abbiamo parlato nell'articolo su come identificare un lavoratore in cantiere con il codice fiscale. Per i dati che ogni attestato deve contenere, voce per voce, c'è la guida su cosa controllare negli attestati di formazione dei lavoratori.
Cosa è emerso dalle inchieste
Il fenomeno è documentato. Nell'agosto 2022 l'operazione "Fake Courses", coordinata dalla Procura di Termini Imerese e condotta dai Carabinieri con il Nucleo ispettorato del lavoro di Palermo, ha portato a 20 indagati e al sequestro di circa 700 documenti contraffatti. Secondo la stampa locale, in diversi casi i docenti abilitati che firmavano gli attestati erano stati sostituiti da persone non abilitate.
Il 15 giugno 2026 il Ministero del Lavoro ha commentato un'operazione della Procura di Matera e dei Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, con riflessi in molte regioni, su ipotesi di falsificazione di attestati e documentazione in materia di salute e sicurezza. Il comunicato sottolinea il ruolo dell'analisi dei dati e delle verifiche incrociate.
Il metodo degli ispettori è lo stesso che serve a te: confrontare i documenti fra loro.
Cosa fare quando un attestato non torna
Un'incoerenza non autorizza un'accusa. Autorizza una richiesta. La procedura che regge è questa.
- Annota l'incoerenza precisa: quale dato, su quale attestato, in contrasto con quale documento. "Data di fine corso precedente alla data di inizio" è una richiesta; "attestato sospetto" no.
- Chiedi chiarimenti all'impresa per iscritto, con il dato in contrasto. Un modello lo trovi nell'articolo su come chiedere i documenti mancanti a un subappaltatore.
- Chiedi conferma all'ente che ha rilasciato l'attestato: è lui a conservare registro presenze e verbale della verifica finale.
- Verifica la categoria dell'ente: se si dichiara accreditato, l'accreditamento è regionale; se è un organismo paritetico, deve essere nel repertorio del Ministero del Lavoro.
- Non assegnare il ruolo o la mansione finché il punto non è chiarito, e controlla che il lavoratore non sia già indicato nel POS per quella attività: è uno dei punti della verifica del POS.
- Conserva lo scambio: è l'evidenza della verifica che hai fatto.
Dove Levels ti aiuta, e dove decidi tu
Il confronto fra documenti è il lavoro che a mano salta per primo. Con Levels mandi all'impresa un link di caricamento, come un WeTransfer, e l'impresa trascina cartelle, zip e PDF così come sono. Levels separa i file, li riconosce e li assegna a impresa e lavoratore.
Poi legge ogni attestato: tipo di corso, ore, moduli, livello di rischio, modalità. Segnala dati mancanti e date incoerenti, e incrocia attestati, lavoratori del POS e ruoli nominati. È lo stesso tipo di segnale da cui siamo partiti: date che non tornano.

Una cosa va detta chiara: Levels non certifica che un attestato è falso. Segnala le incoerenze e i dati mancanti nel report, con il motivo, e ti dice dove guardare. La telefonata all'ente, la richiesta all'impresa e la decisione restano tue.

Per i requisiti formativi dei ruoli e le equivalenze fra corsi, vale quanto abbiamo scritto sull'Accordo Stato-Regioni 2025. Levels prepara il report, tu decidi.
Domande frequenti sugli attestati di formazione falsi
Come si riconosce un attestato di formazione falso?
Raramente dall'aspetto. I segnali più utili sono le incoerenze: date di corso incompatibili fra loro o con l'assunzione, ore sotto il minimo o concentrate in un solo giorno, modalità di erogazione non ammessa, ente che non rientra tra i soggetti formatori previsti, codice fiscale che non corrisponde alla persona.
Chi può rilasciare un attestato di formazione sulla sicurezza?
Secondo l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025: soggetti istituzionali, enti accreditati dalle Regioni, organismi paritetici inseriti nel repertorio nazionale, fondi interprofessionali che erogano formazione direttamente, associazioni sindacali con i requisiti previsti. Il datore di lavoro può formare direttamente i propri lavoratori, preposti e dirigenti.
Posso chiedere all'ente di confermare un attestato?
Puoi chiederlo. Il soggetto formatore deve conservare per almeno 10 anni il fascicolo del corso, con registro presenze firmato, elenco dei docenti e verbale della verifica finale.
Una formazione specifica edile fatta in e-learning è valida?
Per il rischio alto, come l'edilizia, l'Accordo del 17 aprile 2025 non ammette l'e-learning per la formazione specifica, salvo progetti formativi eventualmente individuati da Regioni e Province autonome. La formazione generale invece può essere fatta in e-learning.
Cosa faccio se ho un dubbio su un attestato?
Annota l'incoerenza precisa, chiedi chiarimenti per iscritto all'impresa, chiedi conferma all'ente che lo ha rilasciato e non assegnare la mansione o il ruolo finché il punto non è chiarito.
Levels riconosce gli attestati falsi?
No, non certifica che un attestato sia falso. Legge gli attestati, segnala dati mancanti e date incoerenti e incrocia i documenti dei lavoratori. La valutazione e la decisione restano a chi fa la verifica.
In Sintesi
Un attestato falso fatto bene supera il colpo d'occhio. Non supera il confronto: date di corso, assunzione, ore, modalità, ente e codice fiscale devono stare in piedi insieme, e quando non lo fanno hai una domanda precisa da fare.
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