Verbale di consegna dei DPI: cosa deve contenere e cosa verificare per ogni lavoratore
Verbale consegna DPI: cosa deve contenere secondo gli artt. 77 e 78 del D.Lgs. 81/08, quali DPI sono di III categoria e quando serve l'addestramento registrato.

Venti lavoratori, venti fogli identici. In alto c'è scritto "DPI come da normativa", in basso una firma. Nessun modello, nessuna data, nessun elenco di cosa è stato consegnato davvero. Nel POS della stessa impresa, alla fase di montaggio in quota, compare l'imbracatura anticaduta.
Quel verbale di consegna DPI c'è, ma non prova niente. Non dice quale imbracatura, quando, a chi. E per un DPI anticaduta il verbale da solo non basterebbe comunque: serve anche l'addestramento, tracciato.
In questa guida vediamo cosa chiedono gli articoli 74-79 del D.Lgs. 81/2008, cosa rende utile un verbale e cosa controllare, lavoratore per lavoratore, quando verifichi i documenti di un'impresa.
Punti Chiave
- •Il D.Lgs. 81/08 non prescrive un modello di verbale: fissa gli obblighi del datore di lavoro (art. 77) e del lavoratore (art. 78) che il verbale serve a provare
- •I DPI sono classificati in tre categorie dall'Allegato I del Regolamento (UE) 2016/425, applicabile dal 21 aprile 2018
- •Per i DPI di terza categoria e per gli otoprotettori l'addestramento è sempre indispensabile (art. 77, comma 5)
- •L'addestramento si fa sul luogo di lavoro con una persona esperta e va tracciato in un registro, anche informatizzato (art. 37, comma 5)
- •Il POS deve contenere l'elenco dei DPI forniti ai lavoratori del cantiere (Allegato XV, punto 3.2.1, lettera i)
Cosa chiedono gli articoli 74-79 del D.Lgs. 81/2008
L'art. 74 definisce DPI qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore per proteggerlo da uno o più rischi. Gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non lo sono. L'art. 76 chiede che i DPI siano conformi al Regolamento (UE) 2016/425 e adeguati ai rischi e al luogo di lavoro.
Il cuore è l'art. 77. Il datore di lavoro sceglie i DPI sulla base della valutazione dei rischi, li mantiene in efficienza, li destina a uso personale, fornisce istruzioni comprensibili, informa preliminarmente il lavoratore dei rischi da cui il DPI lo protegge e stabilisce le procedure per la riconsegna. In più assicura una formazione adeguata e, se necessario, un addestramento specifico (comma 4, lettera h).
L'art. 78 è lo specchio dal lato del lavoratore: si sottopone alla formazione e all'addestramento, usa i DPI come gli è stato insegnato, ne ha cura, non li modifica, segue le procedure di riconsegna e segnala subito i difetti.
La scelta dei DPI parte dal documento di valutazione dei rischi. Sul cantiere, poi, è il preposto a vigilare sull'uso dei DPI e a intervenire se un lavoratore non li usa (art. 19, comma 1, lettera a), come spieghiamo nella guida agli obblighi del preposto.
Cosa rende utile un verbale di consegna
Il D.Lgs. 81/2008 non prescrive un modulo. Il verbale vale per quello che dimostra: che quel DPI è stato consegnato a quel lavoratore, in quella data, con le informazioni previste dall'art. 77. Un verbale utile contiene:
- Il lavoratore. Nome, cognome e mansione, scritti in modo da non lasciare dubbi su chi ha firmato.
- Il DPI. Tipo, marca, modello e taglia. "Guanti" non basta: guanti contro rischi meccanici e guanti contro agenti chimici sono DPI diversi, di categorie diverse.
- La data di consegna. Senza data non sai se la sostituzione è avvenuta, né se la consegna precede l'ingresso in cantiere.
- L'informazione sui rischi e le istruzioni del fabbricante. È l'obbligo dell'art. 77, comma 4, lettere c) ed e). Il Regolamento (UE) 2016/425 (art. 8) impone al fabbricante di fornire con il DPI istruzioni e informazioni nella lingua dello Stato.
- Gli impegni del lavoratore. Uso conforme, cura, segnalazione dei difetti, riconsegna: i punti dell'art. 78.
- Le firme. Del lavoratore e di chi consegna per conto del datore di lavoro.
Un dettaglio da chi controlla verbali ogni giorno: per i DPI di terza categoria la marcatura CE è seguita dal numero dell'organismo notificato (art. 17 del Regolamento). Se il verbale riporta il modello, puoi risalire alla nota informativa e alla categoria dichiarata dal fabbricante.
DPI di terza categoria: quando il verbale da solo non basta
L'Allegato I del Regolamento (UE) 2016/425 divide i DPI in tre categorie. La prima copre i rischi minimi, come lesioni meccaniche superficiali o superfici calde fino a 50 °C. La terza copre i rischi che possono causare morte o danni irreversibili, tra cui cadute dall'alto, sostanze pericolose per la salute, scosse elettriche e rumore nocivo. La seconda comprende tutto il resto.
L'art. 77, comma 5 rende l'addestramento indispensabile per ogni DPI di terza categoria e per i dispositivi di protezione dell'udito. L'art. 37, comma 5 dice come: lo fa una persona esperta sul luogo di lavoro, con una prova pratica di uso corretto, e va tracciato in un apposito registro, anche informatizzato.
| DPI | Categoria (Reg. UE 2016/425) | Cosa serve oltre al verbale |
|---|---|---|
| Elmetto di protezione | II | Informazione sui rischi e istruzioni del fabbricante |
| Calzature di sicurezza | II | Informazione sui rischi e istruzioni del fabbricante |
| Guanti contro rischi meccanici | II | Informazione sui rischi e istruzioni del fabbricante |
| Guanti contro sostanze chimiche pericolose | III | Addestramento registrato (art. 77, c. 5, lett. a) |
| Facciali filtranti e respiratori contro sostanze pericolose | III | Addestramento registrato (art. 77, c. 5, lett. a) |
| Imbracatura e sistemi anticaduta | III | Addestramento registrato, con prova pratica sul luogo di lavoro |
| Guanti isolanti per lavori sotto tensione | III | Addestramento registrato (art. 77, c. 5, lett. a) |
| Otoprotettori | III (rumore nocivo) | Addestramento registrato (art. 77, c. 5, lett. b) |
La categoria la dichiara il fabbricante: la tabella indica quella tipica, ma fa fede la nota informativa del modello consegnato. Il D.Lgs. 81/2008 non fissa una durata in ore per questo addestramento: la stabilisce il datore di lavoro in base alla valutazione dei rischi e al DPI.
Il collegamento con il POS: dove la verifica diventa un incrocio
L'Allegato XV, punto 3.2.1 chiede al POS l'elenco dei DPI forniti ai lavoratori del cantiere (lettera i), l'esito della valutazione del rumore (lettera f) e la documentazione sulla formazione (lettera l). Il verbale di consegna, quindi, non si legge da solo: si legge accanto al POS.

Se il POS prevede la protezione uditiva per una fase rumorosa, i lavoratori di quella fase devono avere il verbale con gli otoprotettori e la traccia dell'addestramento. Se prevede l'anticaduta, vale lo stesso per l'imbracatura. Il controllo da fare è proprio questo: lavoratore nel POS con il verbale dei DPI di base e niente sull'anticaduta. Abbiamo approfondito come si legge un piano nella guida alla verifica del POS.
Per i lavoratori autonomi l'elenco dei DPI in dotazione è uno dei documenti di idoneità tecnico-professionale dell'Allegato XVII, punto 2.
Come lo controlli su decine di lavoratori
Il problema non è un verbale. Sono cinquanta, sparsi in un PDF unico insieme a UNILAV, idoneità e attestati, per tre imprese diverse. Aprirli uno per uno e confrontarli con il POS è il lavoro che si salta quando l'impresa deve entrare domani.
Levels tratta la consegna dei DPI come un documento del lavoratore, accanto a UNILAV, idoneità sanitaria e formazione. Riconosce il verbale dentro i file caricati, lo assegna al lavoratore giusto e segnala chi non ce l'ha. Incrocia i lavoratori del POS con i loro documenti, così sai chi è in cantiere senza verbale o senza la formazione richiesta.
Su ogni documento Levels legge il contenuto: dati mancanti, date incoerenti, ore e moduli dei corsi. Per gli attestati vale lo stesso ragionamento che abbiamo descritto nella guida agli attestati di formazione dei lavoratori. Se mancano dati, Levels lo segnala nel report: la valutazione resta tua.
Le scadenze dei documenti di ogni lavoratore vengono ricalcolate ogni notte, e il report mostra cosa è scaduto e cosa sta per scadere.

Checklist: cosa verificare per ogni lavoratore
- Verbale presente e intestato. Criterio: nome del lavoratore leggibile e coerente con l'elenco del POS.
- DPI identificati. Criterio: tipo, marca e modello per ogni dispositivo, non "DPI come da normativa".
- Data e firme. Criterio: data di consegna presente, firma del lavoratore e di chi consegna.
- DPI coerenti con le fasi del POS. Criterio: chi lavora in quota ha l'anticaduta, chi è esposto a rumore ha gli otoprotettori.
- Addestramento per la terza categoria. Criterio: per anticaduta, otoprotettori, respiratori e guanti chimici esiste la registrazione dell'addestramento.
- Una sola richiesta all'impresa. Criterio: tutte le mancanze, lavoratore per lavoratore, in un'unica mail.
Domande frequenti sul verbale di consegna dei DPI
Il verbale di consegna dei DPI è obbligatorio?
Il D.Lgs. 81/2008 non prescrive un modello di verbale. Obbliga il datore di lavoro a fornire DPI idonei, informare il lavoratore, dare istruzioni e organizzare formazione e addestramento (art. 77). Il verbale firmato è il modo più diretto per dimostrare di averlo fatto.
Cosa deve contenere un verbale di consegna DPI?
Nome e mansione del lavoratore, tipo, marca e modello di ogni DPI, data di consegna, attestazione dell'informazione sui rischi e delle istruzioni ricevute, impegni del lavoratore previsti dall'art. 78 e le firme del lavoratore e di chi consegna.
Quali sono i DPI di terza categoria?
Sono quelli che proteggono da rischi che possono causare morte o danni irreversibili, elencati nell'Allegato I del Regolamento (UE) 2016/425: tra gli altri cadute dall'alto, sostanze pericolose, scosse elettriche, rumore nocivo. In cantiere i casi tipici sono imbracature anticaduta, otoprotettori, respiratori e guanti contro agenti chimici.
Per quali DPI l'addestramento è obbligatorio?
L'art. 77, comma 5 del D.Lgs. 81/2008 lo rende indispensabile per ogni DPI di terza categoria e per i dispositivi di protezione dell'udito. Per gli altri DPI il datore di lavoro lo organizza se necessario.
Come va documentato l'addestramento all'uso dei DPI?
Secondo l'art. 37, comma 5 l'addestramento è effettuato da persona esperta sul luogo di lavoro, consiste in una prova pratica e deve essere tracciato in un apposito registro, anche informatizzato.
Levels controlla il verbale di consegna dei DPI?
Sì, come documento del lavoratore: lo riconosce tra i file caricati, lo assegna al lavoratore, segnala chi non ce l'ha e i dati mancanti. La valutazione finale resta a te.
In Sintesi
Un verbale di consegna DPI serve se risponde a tre domande: quale dispositivo, a chi, quando. Per la terza categoria e per gli otoprotettori serve anche la traccia dell'addestramento, e tutto deve tornare con le fasi descritte nel POS.
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