«Senza la verifica del POS di Levels che si incrocia con i dipendenti non tornerei indietro.»
Paola Bernardi, Responsabile Area Gare e Sicurezza nei cantieri, segue la documentazione di sicurezza dei subappaltatori di SAEP, general contractor con una trentina di cantieri aperti in tutta Italia. Per anni ha verificato ogni impresa su un file Excel, e quando i tempi stringevano qualche pratica partiva senza un controllo completo. Oggi lavora con Levels, la piattaforma AI per la sicurezza nei cantieri: carica la cartella dell'impresa, Levels incrocia il POS con lavoratori, nomine e attestati e le segnala chi manca o ha un ruolo scoperto. Per un'impresa di 10-15 dipendenti impiega il 40% di tempo in meno, e cosa chiedere lo decide lei.
SAEP General Contractor: costruire valore e guidare il cambiamento
SAEP sceglie di affrontare le nuove sfide del mercato dell'edilizia e trasformarsi nel 2017 da tradizionale impresa edile, attiva da oltre 30 anni, in General Contractor. Questo cambiamento ha visto l'azienda affiancarsi a un gruppo multidisciplinare di figure professionali specializzate e qualificate, che offre l'evidente vantaggio di riunire in un "unico interlocutore chiavi in mano" tutte le fasi esecutive di coordinamento delle opere di costruzione, ristrutturazione, riqualificazione e manutenzione in ambito residenziale, commerciale, pubblico e alberghiero, e di garantire il risultato atteso di ogni commessa rispettando i più elevati standard in materia di sostenibilità, qualità e sicurezza.
Operando in mercati esigenti e competitivi come quelli dell'edilizia, per SAEP le referenze sono la testimonianza di fiducia e il trend in continua crescita: Avolta, Autogrill, McDonald's, Chef Express, Enilive, Marazzi, Ghella, Gruppo Percassi (solo per citarne alcuni) sono il risultato quotidiano dell'impegno, della passione, dell'attenzione al dettaglio, della ricerca della perfezione nel superare le aspettative in ogni progetto richiesto.
Ogni cantiere porta con sé i suoi subappaltatori. Un nucleo di 30-40 imprese segue SAEP da una città all'altra, poi ci sono quelle locali, come l'asfaltista ingaggiato sul posto. In un anno si arriva a circa cento imprese, molte delle quali artigiane, con i documenti curati dal titolare a fine giornata.
Prima dell'ingresso in cantiere l'ufficio sicurezza di SAEP verifica i documenti di ogni impresa e prepara la cartella per il coordinatore.
La verifica del POS e dei lavoratori su un file Excel
Per ogni subappaltatore arrivavano una trentina di documenti fissi, più dichiarazioni e autocertificazioni. Paola li apriva uno per uno e segnava ogni voce su un Excel con gli obblighi di ciascuna impresa: presente, mancante, scaduto il. Poi copiava l'elenco nella mail di integrazione.
Per un'impresa di 10-15 dipendenti serviva circa un'ora. Il passaggio più delicato era il POS: trovare la pagina con i nomi, confrontarla con i documenti arrivati, controllare che ogni preposto e ogni addetto avesse nomina e corso.
«Tanti scrivono le persone sul POS e poi ti mandano i documenti dei fratelli.»
Con una trentina di cantieri aperti, il tempo per un controllo completo non c'era ogni volta. Se arrivava l'aggiornamento di un corso, spesso non si andava a cercare l'abilitazione iniziale. E quando la settimana era piena, Paola mandava avanti la pratica e aspettava che fosse l'impresa a completare i documenti.
La svolta: i primi controlli sui propri documenti
I primi controlli con Levels hanno mostrato all'ufficio sicurezza di SAEP cosa la verifica a mano lasciava indietro. Su ogni impresa comparivano segnalazioni a cui prima non facevano caso: abilitazioni mancanti, ruoli del POS senza nomina, corsi più corti di quanto previsto.
«È molto più preciso di quello che ci aspettavamo.»
L'ufficio ha tarato i controlli insieme al team Levels: quali documenti rendere obbligatori, quali segnalazioni silenziare, quali casi lasciare al coordinatore, come un corso di gruppo B o C dove lo standard è il gruppo A. Ogni segnalazione resta una proposta, che l'ufficio rivede prima di decidere.
Come Paola verifica oggi POS, nomine e attestati di un subappaltatore
Paola carica la cartella così come arriva, anche quando l'impresa ha chiamato ogni file allo stesso modo. Levels legge ogni documento e lo riordina per lavoratore.
Dal POS estrae i lavoratori e i loro ruoli (preposto, RLS, addetti alle emergenze), poi li incrocia con nomine e attestati e segnala cosa non torna.

Le segnalazioni più utili sono quelle che a mano richiedono più tempo. In un POS l'RLS indicato era il fratello del lavoratore che aveva nomina e corso. In un altro il preposto non aveva la nomina, intestata invece a un collega. Diverse imprese avevano mandato l'aggiornamento della formazione senza l'abilitazione iniziale.
Su ogni segnalazione decide Paola. Chiede all'impresa di correggere il POS o di mandare il documento mancante. Poi scarica la mail di integrazione già pronta, con il motivo di ogni richiesta, e la cartella ordinata che archivia sul server aziendale e manda al coordinatore.
Il 40% di tempo in meno per impresa, con il POS controllato lavoratore per lavoratore
| Prima, con Excel | Oggi, con Levels | |
|---|---|---|
| Impresa di 10-15 dipendenti | Circa un'ora | Circa il 40% in meno (stima di Paola) |
| Confronto tra POS e lavoratori | Pagina dei nomi nel POS, documenti aperti uno per uno | Ruoli estratti e incrociati, Paola rivede le segnalazioni |
| Abilitazione iniziale dei corsi | Spesso controllato solo l'aggiornamento | Segnalata quando manca |
| Mail di integrazione | Elenco copiato dall'Excel | Già pronta, con il motivo di ogni richiesta |
| Cartella per il coordinatore | Archiviata a mano | Ordinata e rinominata |
«Sicuramente mi sfuggono meno cose, e faccio prima a comunicare al subappaltatore cosa manca: scarico la mail già pronta e gliela invio.»




